Alessandro Garavini è "Genus"

Il cantautore Alessandro Garavini in arte "Genus" ci porta alla scoperta dei suoi stili musicali.
  • Ciao! Come stai e come stai attraversando questa ripresa?

-Ciao, per il momento tutto bene questa ripresa mi sta cambiando ma in meglio, mi sta facendo scoprire un nuovo lato di me che vuole uscire a tutti i costi.


  • Hai ricevuto una chiamata dalla musica, tanto che hai iniziato per gioco...quando hai cominciato a capire che volevi iniziare a farne un mestiere?

-Come avevo accennato ho ricevuto una chiamata dalla musica ovvero non sono stato io a cercarla ma mi ha contattato indirettamente impossessandosi di me, quando ho capito che ne avrei voluto fare un mestiere ? Beh senza dubbio da quando ho iniziato a trasferire le mie idee in parole senza riuscirne più a fare a meno, da quando ogni giornata senza musica diventava vuota.


  • Il sogno è quello di farsi notare da una etichetta ma...quale pensi potrebbe essere più adatta al tuo tipo di musica?

-Penso sia la cosa più importante, anche se non ho molta esperienza nel settore so cosa può comportare e dal momento che la mia idea è abbastanza ferrea e il mio stile non si basa su un singolo genere musicale prima di appoggiarmi a qualcuno vorrei conoscerlo ed essere certo che possa seguire la mia idea.


  • Che suono hai cercato per questo brano?

-Dato che è stata la prima canzone pubblicata e porta un messaggio importante  ho voluto seguire suoni dolci e narrativi che potessero aiutare l’ascolto di un potenziale ascoltatore.


  • In “Uragano” trovo importanza nel riuscire ad incalzare l’ascoltatore in un vortice di orecchiabilità: confermi?

-Uragano è la mia prima vera canzone prodotta da me in un banale cellulare, una canzone dedicata a mio nonno che purtroppo mi ha lasciato 6 anni fa, ed ho voluto usare una melodia allegra, incalzante e fresca per dare una scossa all’ascoltatore e far passare un messaggio positivo dato che anche se purtroppo si possono avere delle perdite, oltre al vuoto lasciano anche del positivo ed è giusto ricordarlo col sorriso.


  • In “Tachicardia” è simulato il battito irregolare del cuore: è una scelta voluta?

-In tachicardia c’e davvero tanta rabbia e tanta voglia di rivincita, il battito irregolare è voluto e rappresenta tutti quei momenti in cui vieni messo all’angolo e stai per essere buttato a terra ma la tua mente si ribella e vuole combattere con frenesia e deve farlo in fretta.


  • “Diventare grandi” è il sogno che abbiamo tutti da bambini: quanto bisogna rimanere ancorati a terra per riuscire a spiccare il volo in modo sano?

-Forse diventare grandi è una delle cose che più spaventa e incuriosisce, comporta decisioni, comporta delusioni e se si è bravi soddisfazioni, io penso che il talento è la voglia di combattere siano essenziali ma lo è ancora di più il cuore, ovvero rimanere con la testa sulle spalle con i piedi a terra pronto a spiccare il volo ma sempre umile e generoso perché e bello arrivare al successo ma sarà ancora più bello arrivarci senza perdere l’umanità.  

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Suspendisse varius enim in eros elementum tristique. Duis cursus, mi quis viverra ornare, eros dolor interdum nulla, ut commodo diam libero vitae erat. Aenean faucibus nibh et justo cursus id rutrum lorem imperdiet. Nunc ut sem vitae risus tristique posuere.

instagram icon
back to all posts