Anna Bassy monsters

Monsters è il debut EP di Anna Bassy, cantautrice italo-nigeriana nata e cresciuta a Verona.
  • Ciao, come stai e come stai attraversando questa ripresa?

Ciao! Il mio primo EP è in uscita, quindi al momento sono stressata, elettrizzata, emozionata, anche un po’ spaventata…una bella centrifuga di stati d’animo devo dire. Concentrami sulla musica mi dà forza, è stato così in questo ultimo periodo, e adesso che si prospetta un ritorno alla normalità (più o meno) è ancora la musica che mi fa andare avanti con entusiasmo.


  • In questo disco “Monsters” trovo una consapevolezza davvero molto rara per le ragazze della tua età: la paura frena e crea dei blocchi che ci condizionano molto nel corso della nostra vita. Parlarne ci rende liberi. E’ così?

Parlarne ci rende consapevoli, innanzitutto. E sicuramente questi sono i primi passi di un percorso di liberazione. Che poi la libertà arrivi davvero, questo non lo so dire, sono ancora all’inizio. Di certo, ci si deve lavorare giorno per giorno, passo dopo passo. Magari ci si libera di vecchie paure, e anche se ce ne sono di nuove sempre in agguato, ci trovano più forti, più preparati ad affrontarle. 


  • Produzioni al top per una originalità davvero importante: che lavoro hai fatto per trovare il tuo suono?

Da parte mia c’è stato solo il tentativo di trovare qualcosa che mi rispecchiasse, che fosse vero per me. Volevo che uscissero l’anima dei brani e delle parole. Non è stato un lavoro facile, ma fortunatamente non l’ho fatto da sola. L’apporto della band è stato fondamentale. Hanno dato ulteriori colori agli arrangiamenti, ma rispettandone l’essenza. Siamo molto diversi tra noi per quanto riguarda i background musicali, ma credo che una cosa ci accomuni più di tutto, cioè quella di approcciarsi alla musica mettendo in risalto ciò che è essenziale. 

Infine, il lavoro del produttore, Duck Chagall (Francesco Ambrosini) è stato davvero prezioso. Ha saputo mettere insieme le nostre idee, svilupparle ma senza forzature, conferendo al disco un sound nuovo che però non fosse troppo caratterizzato dalle tendenze del momento. 

Mano a mano che il lavoro in studio procedeva, mi prendevo dei momenti per chiedermi se quella fosse la strada giusta per me, per la musica, e se eravamo riusciti a creare un suono “onesto”.


  • Nella canzone che dona il titolo all’album “Monsters” utilizzi dei cori molto particolari che colpiscono molto chi ascolta: come è nata l’idea di utilizzarli? 

Da sempre sono appassionata alla dimensione corale nella musica. Amo esprimermi utilizzando le armonizzazioni vocali: è la parte che più mi entusiasma del lavoro in studio, dove ho l’opportunità di sperimentare in questo senso. Queste voci sono state un’intuizione, ho semplicemente assecondato un’idea che mi era venuta all’improvviso. I cori che si sentono all’inizio del brano sono proprio quelli del provino originale, registrato in casa. Volevo che esprimessero questa immediatezza, un’urgenza, un grido liberatorio, uno sfogo. Voce dopo voce, come a dire che era il grido di molti/e. 


  • Una traccia che mi ha molto colpito di questo EP è Wind, Rain...vuoi raccontarci di cosa parla?

È un brano che parla di momenti di stallo nella vita, dove si fatica a progredire, perché ansie, pensieri distruttivi ce lo impediscono. Ho provato a descrivere le sensazioni che questi momenti mi procurano. Non riuscire a concentrarsi, sentire il cuore che corre sempre di più, perdere il controllo dei pensieri o meglio farsi controllare da essi, e no riuscire a comunicare o spiegare questo disagio, allontanando così le persone più vicine. Allo stesso tempo però questo brano è diventato anche un canto alla Natura. Spesso è stata mia alleata, mi ha dato sollievo, mi ha salvata da questi momenti.  


  • Quale è stata secondo te la traccia più complicata da scrivere? 

Direi “Could You Love Me”. Di sicuro è quella che ci ha messo più tempo ad uscire. Ho scritto le prime parole del brano nel 2016, poi l’ho lasciato da parte fino al 2018, quando mi è tornato in mente, e mi sono finalmente decisa a portarlo in sala prove. Abbiamo cominciato ad arrangiarlo, sono uscite nuove parti, nuove parole e ad oggi è il brano con cui apriamo i live e anche il primo singolo che è stato pubblicato, quello che considero una sorta di manifesto. 


  • Quella più coraggiosa?

Forse non una in particolare. Sono una persona in genere molto riservata, che fatica ad esporsi, ma nei miei brani, racconto cose di me che normalmente non direi. Paure come si diceva, difficoltà, cose di cui non vado fiera. Ogni tanto ci rifletto e mi chiedo come mi sia saltato in mente di mettere in musica tutto ciò. In realtà non credo ci voglia grande coraggio, è che affidando le parole alla musica, è tutto molto più facile da affrontare. È proprio questo che dico nel brano che chiude l’Ep “Keep on singing”: “Come sono finita a scrivere una canzone piena di tutto ciò che mi fa sentire sbagliata? Non pensarci, continua a cantare.


  • Credo sia un atto di coraggio anche presentarsi in live in modo così personale, tanto che per noi è un dono prezioso l’esibizione live che hai voluto donarci.

Grazie a voi, per lo spazio che mi dedicate, e per le domande non scontate. È un’ulteriore occasione di presa di coscienza per me. Per quanto riguarda la dimensione live, cerco semplicemente di essere coerente, offrire quello che posso, spero si percepisca. 


  • A proposito di live: quando ti esibirai dal vivo? Chissà se le nostre strade si incroceranno! 

Arrivo da un’estate ricca di live e anche per l’inverno se ne prospettano altri e questo non può far altro che rendermi felice. I prossimi live partono dal Veneto: saremo a Vicenza il 23, a Verona il 24 e il 29 ottobre. Poi da metà novembre andremo un po’ più lontano, Torino (tba), Pisa, Roma. Nuove date si stanno aggiungendo comunque, e se vi va di venirmi a trovare da qualche parte, seguite gli aggiornamenti sulla mia pagina Instagram, Facebook e sul sito del booking Vertigo Concerti.  

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Nicholas Tasin
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