Esce "Bambina" il primo EP di Lil Jolie.

La giovane artista di talento si racconta attraverso il suo EP, una riflessione sul crescere e l’inseguire i propri sogni.
  • Buongiorno a tutti e benvenuti su Brots. Oggi sono in compagnia di Lil Jolie che ci presenta il suo nuovo album “Bambina”. Come stai? E come stai vivendo questo momento che aspettavi da tanto tempo?

Sono un mix di emozioni: sono carica, sono fragile, un po' di sbalzi d'umore, però sono felicissima come se stessi facendo il mio primo figlio. Cioè non so bene come mi sento, mi sento strana però bene, bene, bene.


  • Del resto, non è comune fare un disco d'esordio e fare un concept che parla del disagio del voler restare bambini mentre il mondo sta correndo. Secondo te, a rimanere bambini si riesce ad essere più se stessi e quindi si ricerca anche una maggiore autenticità nel voler rimanere così?

Io sono spaventata dalla fugacità della vita, se potessi firmare un patto che dice “vorrei stare bambina per sempre”, lo firmerei proprio ad occhi chiusi. Per me essere bambini significa essere veri, significa essere autentici come dici tu. Quindi sì, vorrei restare per sempre bimba.


  • D'altronde, quando si sta crescendo c'è anche una forte pressione sociale, nel senso che tutti attorno a te ti dicono che devi crescere. Tu la senti spesso questa pressione?

Sì, io la sento spesso e la sento spesso anche dalle persone che mi circondano, quasi come se fosse un marchio che mi segna dal liceo. Adesso però io non voglio, cioè voglio crescere, però voglio rimanere bambina.


  • il disco si apre con un brano, “Sola”, che rievoca un po' di malinconia perché ti vede mentre guardi delle foto con nostalgia. Qual è una foto che ti è rimasta nel cuore?

Sicuramente quelle con mia nonna che non c'è più.


  • “Bambina” col suo secondo brano dedica il tempo a una persona che tipicamente è quella più speciale per molte persone, ovvero la mamma. Ti volevo chiedere se ci vuoi raccontare quando ha scritto questa canzone?

Allora l'ho scritta che ero a Milano, un anno e mezzo fa, due anni fa. Erano le prime volte che viaggiavo da sola ed era come se avessi già immaginato che avrei dovuto staccarmi da prima o poi dal nido. Per me ora è strano come questo momento, questa realizzazione, sia arrivato adesso proprio quando sta uscendo il disco, perché mi sono trasferita qui a Milano. Quindi tutte le sensazioni che ho provato quando l'ho scritto in realtà le sento anche adesso, ancora oggi. Quando sto male, quando soffro d'ansia, anche se sono fuori casa, la prima persona che chiamo è mia madre, lei è l'unica persona che riesce a calmarmi, che riesce a trovare le parole adatte. Anche solo sentire la tua voce quando sto fuori mi fa sentire a casa. Quindi questa canzone è per lei.



  • Vediamo ora una canzone che mi ha colpito veramente molto che è “Terassaco e Lacrime Artificiali”. Questa canzone è nata proprio da una tua esigenza di dover fare un pezzo del genere, e inoltre contiene anche un ospite. Ci vuoi raccontare un po' di questo pezzo e di questa collaborazione?

Questo è il pezzo scritto più recentemente, l'ultima canzone che ho scritto per il disco, e forse è anche il mio pezzo preferito. È come se fosse un flusso di coscienza: stavo strimpellando la chitarra a casa mia e mi è venuto di fare questa successione di accordi, è stato tutto molto casuale mentre ero lì sul mio letto a suonare. Appena ho finito il giro di chitarra mi sono messa a scrivere le prime quattro barre e poi da lì non lo so, è come se la mia testa avesse iniziato a parlare solo per immagini, tutti i ricordi della mia infanzia sono riaffiorati. È stato un momento speciale. Ho voluto chiamare anche Edonico perché pensavo fosse la persona più adatta, la persona che sapesse continuare il viaggio che mi ero fatta. Ci siamo ci siamo scritti e lui mi ha mi ha detto “di cosa vuoi che io parli in questo pezzo?”, e io gli ho detto “non lo so, continua tu questo viaggio”, e ora penso che si sposi alla perfezione con il mio.


  • Devo dire che è un duetto uscito talmente bene che sembra quasi la versione di una persona sola… veramente bello.

Grazie!


  • “Soliloquio” con la tua amica di sempre Vale LP è un invito implicito a parlarsi. Quando hai capito che la comunicazione tra le persone è importante?

Da piccola. Il problema principale del mio sentirmi sbagliata era proprio la mancanza di comunicazione da quando sono piccola. Perciò cercavo dei modi per evadere che erano scappare a Napoli. Era come se lì riuscissi a comunicare meglio. Questa cosa mi ha salvato. Quindi sì, la comunicazione è la cosa più importante, perché quando non ti senti capito forse lo convinci anche di essere sbagliato, quando non lo sei in realtà.


  • “SDA” è un invito alla te bambina di restare così. Ti sei mai sentita in certi momenti della tua vita meno autentica anche per volere non tuo?

Meno autentica? Oddio… ti direi di no.


  • Meno male dai! Presenterai il disco live quest'estate?

Assolutamente sì, non vedo l'ora. Iniziamo proprio con la data del 7 maggio al MI AMI Festival a Milano. Poi da lì c’è una serie di date per l'Italia e non vedo l'ora, non vedo veramente l'ora.

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Nicholas Tasin
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