"Exuvia Tour" prende il via il tour di Caparezza.

Il tour dell'artista pugliese parte il 25 giugno da Treviso.
  • Buongiorno a tutti e benvenuti su Brots. Oggi sono in compagnia di Caparezza che è qui per presentarci il suo nuovo tour “Exuvia Tour”. Come stai? E come stai attraversando questa ripresa?

 

Devo dire che sono eccitato dal fatto che finalmente questo tour si stia concretizzando  perché per mettere in piedi uno spettacolo come quello che ho in mente ci vogliono veramente molti giorni essendo composto  dalla band, ma anche da un team di scenografi, costumisti, performer… manca giusto lo sputafuoco: abbiamo praticamente tutto sul palco. Quindi non vedo in realtà di poter arrivare alla prima data e dire “Wow, okay, ce l’ho”. Da lì sarà tutto più divertente perché sarà concreto.


  • Si parte da un tour che deriva da un album che ha come concetto fondante la parola “libertà”. Questo tour richiama la parola libertà: ti sei sentito libero di creare un tour adatto?


In realtà  devo un attimo correggere il tiro di questo, il concetto dell’album non è tanto la libertà, quanto il cambiamento. Perché la libertà è un concetto che ha più a che vedere con l'utopia che con tutto il resto, non siamo mai veramente liberi, ma finché possiamo esercitare la nostra libertà, finché non arriviamo davanti ad un perimetro che ci impedisce poi di fare le cose - ti faccio un esempio, io non potrei non credo  scrivere un pezzo che duri tre anni consecutivi, ci sono ovviamente delle limitazioni che partono dalla forza di gravità e arrivano all'auto censura quando si scrive, per esempio -, quindi diciamo che celebreremo il cambiamento che è nella facoltà di esercizio della libertà. Io sono libero di poter cambiare a mio piacimento il mio processo creativo, la mia musica. Questo lo farò anche sul palco: mi prendo delle libertà, mi prendo la libertà di mischiare vari elementi, mi prendo la libertà di scegliere una scaletta come piace a me, di raccontare la mia visione del mondo e non una visione standardizzata, mi assumo il rischio di fare quasi due ore di concerto… Insomma, si tratta anche di responsabilità, ma il concetto cardine è il cambiamento, quindi celebreremo questo. Poi rispetto al “che cosa volevo”, beh se avessi potuto, ma lì ci vogliono i mezzi più che la libertà, uno dei muri della libertà sono i mezzi, perché fosse per me avrei fatto  il Cirque du Soleil, va anche quello è stato già fatto e comunque ci vogliono mezzi maggiori. Con i miei mezzi però farò il massimo possibile. Quindi l'esercizio della mia libertà si svolge all'interno di un perimetro che sfrutta ogni area possibile.



  • Di questo album ho avuto il piacere di ascoltare “Fugadà” che mi ha dato l'impressione quasi di un riuscire a liberarsi da delle catene. Ti volevo chiedere: sei mai riuscito a liberarti da delle catene che ti opprimevano?


Non sempre, per esempio io non riesco a vivere la vita con il quieto vivere, con il “lascia che sia”. Come ho scritto in una canzone anni fa, io mi faccio troppi problemi visto rimugino continuamente su tutto, ho sempre pensieri che mi  tengono forse allenato il cervello, ma che non mi fanno spesso godere appieno delle cose. Questo per quanto riguarda  il mio modo di essere, il mio umore. Per quanto riguarda invece tutto ciò che di fisicamente mi opprime non riesco a liberarmene, perché solo la guarigione può liberarti. Posso però focalizzarmi altrove, un modo per liberarmi dal richiamo continuo di quello che mi accade. Quindi direi che non sono riuscito a togliermi le catene di queste cose serie. Se invece parliamo di cose creative sì, lì riesco sempre a togliermi quello che mi pare e piace, perché alla fine si tratta di qualcosa di altro rispetto a me, una parte della mente che posso portare dove voglio.



  • Mi hanno sempre raccontato dato che quando ad esempio si va in terapia, la cosa principale è riuscire a mettersi a nudo, quindi a togliersi la maschera. Quando si riesce a togliersi la maschera essenzialmente si è in guarigione e ho interpretato questo sottilmente in “Contronatura”, perché mi è parso di riuscire a ritornare in una modalità animale e questa cosa mi ha fatto veramente impressione. Ci puoi parlare di questo brano?


Dunque, questo brano qui in realtà mi contrappone alla natura. È un brano un po' pericoloso da raccontare, perché basta un minimo errore e può essere trascinato in una zona che non c'entra niente. Fondamentalmente, te lo dico in maniera molto spicciola, ho scritto Exuvia in un momento un po' difficile della mia vita, ma ce ne sono stati tanti, in particolare però quando arrivi come me sulla soglia dei 50, cominciano tutte queste riflessioni sul passato come se non si vivesse più il presente, come se si vivesse una condizione mentale diversa. Io ho accolto questa condizione, non l’ho respinta, e qui c'è la consapevolezza che dicevi tu di “mettersi a nudo”. Secondo me non è che se ti metti a nudo allora inizia da lì la guarigione, in realtà, mettendoti a nudo, cioè accettando il fatto di avere un problema, eviti di far crescere un altro problema, perché la mancata accettazione di quel problema crea una sorta di invasione depressiva che si può bloccare dicendo: “Okay, io ho questo problema”. Che cosa succede: che cominci a vedere chi possono essere i tuoi maestri di vita intorno,  degli esempi che possano trascinarti fuori da questo gorgo negativo, malinconico, decadente.  Ho guardato fuori e la natura sembrava non aiutarmi, ma la natura non è deputata ad aiutarmi, la natura “è”, punto e basta. È proprio un concetto che io ho mutato da Leopardi, cioè che la natura esiste per esistere, non esiste per avere una morale. Nella natura esiste il sopruso così come esiste nella vita degli uomini, i quali fanno parte della natura stessa. Quindi, insomma, sono rimasto un po' deluso da questa mia visione non più favolistica e fiabesca del magico mondo del libro della giungla, ma insomma ho cominciato a vedere pericoli dappertutto, cose che non mi piacevano. Mi sono accorto che in realtà la natura perché dovrebbe preoccuparsi del mio pensiero? Esattamente come accade nel dialogo tra l'islandese madre Natura, che è l'opera di Leopardi che parla della natura matrigna, la natura non è né buona né cattiva: la natura esiste e basta. Io invece voglio andare oltre e voglio cercare di essere migliore e quindi arrivo al paradosso di volermi prendere cura di qualcuno, di qualcosa, che non si prende cura di niente. Prendermi cura della natura diventa così un atto contro natura. Allora tu potrai dirmi “ma perché ti vai a infilare in queste robe?”, perché mi fa sentire vivo. È come entrare un po' in un gioco enigmistico e cercare di risolverlo.



  • In “Eyes Wide Shut” ho notato un elogio all'arte, allora mi è venuto in mente di fare un riferimento agli artisti che coverizzano i tuoi brani, mi viene in mente, ad esempio, Michele Bravi con “Vengo dalla Luna”. Cosa ne pensi di questi artisti? E c'è un artista in particolare che ti ha colpito?


CAPAREZZA:

Io credo di aver intercettato questa versione di Michele Bravi e mi era piaciuta, così come mi è piaciuta la versione dei Maneskin, così come sono contento che qualcuno canti le mie canzoni in giro perché mi piace che accada, mi piace che una canzone entri nella vita degli altri, mi piace anche che venga stravolta, perché a quel punto diventa un doppio esercizio. Anche stravolgere le canzoni forse mi interessa ancora di più, mi piacerebbe ancora di più che una mia canzone venisse spogliata del vestito originario per diventare qualcos'altro. Quindi io non sono contrario alle cover, anzi, più sono distanti dal mio di cantare e di suonare, più mi interessano.


  • Cosa ci dobbiamo aspettare ora da questo tour, oltre che all'energia delle the canzoni che sicuramente è molta?


Beh uno show, uno spettacolo vero e proprio con interventi di tutti i tipi, recitati, danzati, scenografati. Molta artigianalità e soprattutto non dimentichiamoci che sul palco ci sono persone che lo sognano da 4 anni e che hanno una voglia incredibile di manifestarsi sul palco. Quindi bisogna aspettarsi insomma tutto quello che è diventato il mio modo di fare sul palco, cioè uno show personale, ma soprattutto uno show che non avrà un suo prosieguo perché finisce con il tour estivo e non ci sarà una reprice invernale.


  • Sarà sicuramente molto bello perché finalmente potrei riabbracciare anche le persone che ti seguono dopo anche molto tempo, comunque, no?


Speriamo che le norme COVID me lo permettono, ma sicuramente sì, anche a livello ideale, sono veramente curioso di rivedere il pubblico che è interessato a vedermi sul palco.


  • Io ti ringrazio infinitamente per aver risposto alle nostre domande, sei stato gentilissimo e ti auguro davvero un in bocca al lupo per il tour, grazie!


Grazie a te Nicholas!

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Suspendisse varius enim in eros elementum tristique. Duis cursus, mi quis viverra ornare, eros dolor interdum nulla, ut commodo diam libero vitae erat. Aenean faucibus nibh et justo cursus id rutrum lorem imperdiet. Nunc ut sem vitae risus tristique posuere.

Nicholas Tasin
instagram icon
back to all posts