Cecco e Cipo. Tutti i volti dell'amore in "Con Permesso"

"Con permesso" è il quinto lavoro discografico del duo di Vinci Cecco e Cipo

  • Ciao ragazzi, come state e come state vivendo questo periodo abbastanza allarmante per il nostro paese?

Con molto dolore e vergogna per la razza umana, come tutti, suppongo. È incredibile come riusciamo a crearci e ad autodistruggersi in maniera ridicola. Non siamo degni di vivere in un posto cosi bello come la terra purtroppo, la natura senza di noi, avrebbe potuto fare grandi cose.


  • Il disco è davvero molto positivo, e colpisce per la poetica che viene utilizzata e “Ancora un’altra volta” ne è la dimostrazione. Come è nato questo pezzo che mostra la bellezza della tenerezza negli avvenimenti semplici come una farfalla che si posa sulla spalla? 

Grazie, ci fa molto piacere che sia arrivata questa sensazione. “Ancora un’altra volta” è una canzone d’amore, molto leggera all’ascolto ma in realtà molto sentita e sofferta, una di quelle canzoni che nascono in 5 minuti dal dolore e dalla voglia di liberarsi, come se fosse un grido. L’immagine della farfalla rappresenta l’amore e la freschezza che provavo in quei momenti, si sente un po’ di Dalla all’interno di quella frase, e ne vado fiero.


  • In “Tieni il passo con l’amore” è un flusso di parole, continuo, perché quando incontri una persona speciale non le esaurisci mai. Quante volte siete riusciti ad incontrare la persona speciale e non la sua illusione? 

Persone ne incontriamo tante, speciali pochissime, o meglio persone che hanno l’incastro giusto per noi, super poche.

Ma quando si trovano, è un po’ come scrivere una canzone, ci nutriamo proprio di questo, d’amore, di momenti, di sensazioni, ci ispiriamo tantissimo a quello che viviamo e ci viene da cantarlo.


  • Avete scritto un brano chiamato “Il comportamento degli esseri umani” ed è da giorni che si parla insistentemente di guerra mondiale. Rimanendo leggeri, è una sorta di “premonizione” o conoscete fin troppo bene le persone che abitano questo pianeta?

Negli ultimi anni, con la guerra, con il clima, con l’industria, con la natura e quindi l’inquinamento, mi sembra che se vogliamo la distruzione del pianeta, siamo sulla strada giusta. Chi meglio di noi può fare questo? Nessuno. Quella canzone parla proprio di questo, di quanto l’essere umano non è in grado di sopravvivere da solo su questa terra a differenza degli animali. Ormai è troppo tardi per provare a rimediare, si può solo provare a sopravvivere.


  • Il brano che chiude il disco è “Crudo e zabaione”... Dato che è molto folle, ce ne volete parlare? 

“Crudo e zabaione” è la chicca folle che chiude il disco. Non sapevamo nemmeno se inserirla nella tracklist, ma sentivamo che mancava qualcosa di davvero folle, una volta finita in studio, ci siamo detti “ci siamo” era quella che mancava. Un brano che all’apparenza sembra no sense, invece all’interno c’è tanto di noi, ci siamo ispirati molto a Ivan Graziani e a Battisti per tirare fuori questo brano, ed anche in questa canzone si cade sull’insicurezza dell’essere: “son sicuro di cosa non voglio  ma non so mai quello che voglio”.


  • Avete intenzione di portare il vostro progetto live molto presto? 

Sì, sono appena uscite le prime date. Quest’anno saremo in giro in duo, come i vecchi i tempi, sarà uno spettacolo particolare, giocheremo tanto sul teatro, sulla improvvisazione e sul coinvolgimento, o almeno, ci proviamo.


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Nicholas Tasin
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