Claver Gold: ecco il nuovo album QUESTO NON È UN CANE

QUESTO NON È UN CANE, è il titolo scelto per il nuovo album di Claver Gold uscito venerdì 16 settembre
  • Ciao e benvenuto su Brots! E’ un piacere ospitare la tua musica qui, come stai? E’ un periodo molto intenso per te…


Ciao, solitamente pranzo con l’ansia prima dell’uscita del disco ma, visto che è uscito mi sento molto meglio, sto carico!


  • Il titolo del disco “Questo non è un cane” è davvero molto forte…ci vuoi raccontare il significato?


Nasce inizialmente dal cane, dall’amore che il cane da indipendentemente. È un amore vero e credo che anche noi dovremmo imparare ad amare in quel modo. Poi c’è tutta la parte di “questo non è” che deriva da “questa non è una pipa” di Magritte; è solo il ritratto di una pipa. È un viaggio tra tangibilità e consistenza.


  • “Quelli come noi” parla di persone che affrontano la vita a muso duro. Credi possa essere il caso di chi decide di risolvere i propri problemi andando in terapia?


Credo che un po’ di terapia faccia bene a tutti, soprattutto a chi si sente invincibile. Siamo umani, vulnerabili e imperfetti.


  • “Malastrada” parla di microcriminalità e alcuni tuoi colleghi hanno denunciato che nei luoghi marittimi le cose stanno peggiorando. Credi bisognerebbe fare un cambio di rotta riguardo la sicurezza?

Credo che il problema non sia la sicurezza, credo che i giovani abbiamo bisogno di essere ascoltati e capiti. La mancanza di stimoli e l’ambiente che ti circonda sono parte fondamentale per la formazione di un adolescente. Bisognerebbe creare più percorsi per poi avere una scelta.


  • “Il coraggio di dirti” è un brano a cui tieni moltissimo. Cosa si guadagna nell’avere il coraggio di dire le cose? Hai moltissimi fans e non tutti sempre ci riescono.


Il coraggio di dire, il coraggio di chiedere aiuto, il coraggio di mettersi a nudo e sentirsi vulnerabile. Nell’era digitale c’è bisogno di più comunicazione e non mi rivolgo solo ai ragazzi ma anche ai genitori. Non abbiate paura di dire che c’è qualcosa che non va.


  • Quando hai scritto “Gitana”? 


Quando lei danzava sola nel vento. Scherzi a parte, l’ho scritto perché volevo raccontare di un amore interrazziale, dove le due culture differenti possono apparentemente creare problemi. La prima ispirazione mi è nata quando ho visto i “ragazzi delle giostre” smontare, ho pensato: Dove andranno ora?


  • Questi ultimi anni sono stati drammatici per il mondo. “Dopo di noi” ci invita a farci delle domande…ma secondo te c’è speranza per questo mondo?


Credo sia una domanda “troppo” per me, ho la convinzione però che l’altruismo possa dare una mano per risollevare le sorti del pianeta, i piccoli gesti quotidiani possono dare una mano


  • Concludo chiedendoti: ultimamente si parla sempre più spesso del mondo NFT. E’ una realtà che ti incuriosisce? 


Io sono quello che ancora va al mercatino a comprare vinili e libri per impolverarsi le mani

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Nicholas Tasin
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