Demoncandy è il volto umano della trap

Demoncandy, astro nascente della scena underground italiana, è il nome d'arte di Emanuele Cogoni,

  1. Ciao, come stai e come stai attraversando questo periodo di ripresa? E’ difficile, attualmente, fare musica dal vivo…

Me la passo easy, lavoro a quello che potrò fare in futuro, ho molto più tempo per me in questo momento cosa che ha i suoi pro e i suoi contro. Per quanto riguarda la musica dal vivo, non mi piace stare fermo, infatti tenete gli occhi aperti che l’estate è alle porte.


  1. Ti sorprenderà ma il manga di “Nana” è uno dei motivi per cui mi sono appassionato moltissimo alla musica. Tu, come lo hai conosciuto e come ti ha ispirato nella scrittura del pezzo? 

L’ho conosciuto grazie ad una mia ex che ci stava in fissa. Beh, diciamo che determinate scene dell’anime le ho vissute sulla mia pelle quindi è come se rivivessi la mia vita. Allo stesso tempo, per comunicare il singolo ho ripreso tutta l’estetica di Nana per cui vado in fissa.


  1. E’ un viaggio all’interno delle tue passioni, una ricerca di consapevolezza. Insieme alla musica, cosa ti appassiona e come vorresti unire ciò con il tuo lavoro? 

Vorrei riprendere a dipingere, disegnare, ci sono molti modi di esprimere le emozioni. Non sono bravo in chiacchiere, ma riesco a mostrare il vero me stesso solo con l’arte. Se poi essere me stesso diventa un lavoro fisso, posso dire di aver vinto.


  1. Hai lavorato con un produttore d’eccezione, Mr. Monkey, che ha molto presente come lavorare con i giovani. Come è il suo approccio al lavoro? 

Il suo approccio è “lit af” non saprei come spiegarlo in altre maniere.


  1. Soundcloud ultimamente sta sfornando dei talenti molto interessanti: Lil Jolie, Vale LP, te…credi si dovrebbe cercare di più il talento su questa piattaforma?

Il mondo delle major sta guardando sempre più al mondo di SoundCloud e di questo ne sono certo. Attenzione però che dove c’è tanto talento, c’è anche tanta merda eh..


  1. Vedo in te un estro creativo considerevole: pensi farai uscire anche un merchandising?

OVVIO, mi piacerebbe essere il direttore creativo di me stesso. Ci sto provando con la musica, ma arriverà il momento anche per altri tipi di arte.

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Nicholas Tasin
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