Francesca Michielin - FAI DELLA PAGANELLA

La cantante bassanese si esibirà il 10 Settembre all' Orme Festival - Fai della Paganella (TN)

Ciao Francesca, benvenuta su “Brots”! Come stai e come stai attraversando questo periodo di ripresa per tutti noi? Da cantante quanto vedi più vicina la “normalità” nel fare la musica dal vivo?

Ciao Nicholas, e grazie! Sto bene, sto vivendo un periodo pieno di cose, frenetico ma bellissimo, tanti progetti in cantiere ma soprattutto un tour in corso che mi sta piacendo un sacco. Questo momento di ripresa lo vivo con molta cautela, molta attenzione, ma anche con speranza. Mi auguro di cuore che i concerti possano riprendere in una modalità “tradizionale” al più presto, ma questo, è il caso di dirlo, dipende soprattutto da noi e dalla nostra responsabilità sociale.

 È proprio in un momento delicatissimo che è uscito il tuo ultimo lavoro “Feat” che ha avuto anche una sua evoluzione nel corso del tempo...hai abbracciato tantissimi artisti ma come si trova un punto d’incontro tra più teste? Immagino che ci voglia un sacco di pazienza...

È senz’altro complesso ma non impossibile, anche perché un punto univoco d’incontro non è per forza la priorità o l’obiettivo di un disco del genere, anzi, tutto il contrario. Questo progetto si pone come un album sperimentale ed eterogeneo, in cui l’unica regola è abbracciare le numerose diversità e farne ricchezza.

Quello che mi ha colpito di questo disco è lo studio. Ti sei immersa in tantissimi mondi diversi come se da persona estremamente curiosa volessi raccogliere dei preziosi suggerimenti anche perte stessa. È un impressione corretta?

Questo progetto racconta tutti i miei mondi sonori, che mi hanno accompagnata fin dall’infanzia:Red Hot Chili Peppers, Annie Lennox, Rage Against The Machine, Neptunes, ma anche gli attuali, come Rosalìa e Mac de Marco. Ci sono tutte le mie influenze in un solo disco, dal gospel al rock, passando per l’indie pop e l’ambient.

Leggendo la tracklist del disco pensando anche al tempo in cui lo hai pubblicato è emerso anche il tuo occhio attento alle nuove realtà che poi sono diventate effettivamente popolari conSanremo. Come ti sei approcciata nella scelta dei tuoi compagni di viaggio? (Siamo abituati alle tue scampagnate)

Ho chiamato a bordo artisti che stimo particolarmente e che hanno qualcosa da dire. Artisti con cui volevo collaborare da tempo o amici di vecchia data con cui volevo raccontare una nuova prospettiva. È stato tutto abbastanza naturale e consequenziale. Ho scritto i pezzi e ho pensato“chi sarebbe perfetto per questa canzone?” e così è andata.

Provieni da un Sanremo da protagonista. La cosa che abbiamo notato aldilà del pezzo meraviglioso con Fedez è che sei molto più matura e consapevole. Quanto si lavora su se stessi per raggiungere determinati risultati?

Credo che la parola chiave sia “abitarsi”. Abitarsi vuol dire ascoltare la propria solitudine e le proprie insicurezze, capire quali sono le proprie parti più vulnerabili e lavorarci, accettando la fragilità e trasformandola in punto di forza. Personalmente ho affrontato la paura del palco pensando ch e non potevo fare altro che salirci manifestando il mio amore per la musica e per quel pezzo, cercando di far visualizzare a casa i messaggi del testo. E senza dubbio è fondamentale studiare, studiare tanto. Perché lo studio ti rende più consapevole e più sicuro di te, e crea anche dei paracaduti che si aprono in caso di emergenza.

 È assodato che hai con il Trentino un rapporto speciale, del resto è proprio da qui che nasce la tua carriera, l’anno scorso eri a Torbole sul Garda ed ora sei a Fai della Paganella. Cosa rappresenta per te questa regione?

Il Trentino è un luogo magico, oserei dire anche mistico. Terre bellissime, immerse nella natura, spazi aperti, ma anche una vita cittadina molto interessante, ricca di arte e storia. Ci ho sempre passato gran parte del mio tempo libero quindi suonarci diventa non dico una specie di vacanza, ma senz’altro mi rilassa molto.

 “Orme festival” offre un sacco di attività in mezzo alla natura e tu sei sempre stata a sostegno dell’ambiente. Pensi che siamo un popolo che dovrebbe recuperare il rapporto con la montagna, i boschi e gli animali? Noi siamo nati nella stessa generazione, quasi ed immagino che da piccola anche a te portavano a raccogliere i funghi...

Sì, sono “andata a funghi” diverse volte. Credo che il rapporto con la montagna vada coltivato sempre ma con maggiore consapevolezza e maggiore cura. Serve rispetto per ciò che ci circonda, lo spazio va riscoperto non visualizzandolo come di nostra proprietà, ma come una casa in cui siamo accolti come ospiti. Gli animali non andrebbero uccisi quando ci pare e piace, so che molti non saranno d’accordo con me, ma io la vedo così. Per troppo tempo abbiamo pensato di poter disporre delle risorse della montagna a nostro piacimento, ma non funziona così. Ci sono equilibri da rispettare.

 Ultima domanda: cosa vorresti dire agli amici di Trento che verranno a vederti? Anche noisaremo lì!

Che vi aspetto a braccia aperte! Purtroppo non potremo salutarci come si deve, non potremo abbracciarci e incontrarci, ma potremo condividere un momento magico assieme, di musica e condivisione, e non vedo l’ora. Tra l’altro in questo concerto ripercorrerò tutto il mio viaggio sonoro, da Distratto a Cinema, quindi potrete ascoltare tutte le tappe del mio percorso ed è la prima volta che ci sono così tanti brani in scaletta.

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