Gavio: "Buon 2020"

L’ho scritta ad aprile 2021 ma si chiama Buon 2020 perchè il 31 dicembre 2019 ero molto più felice.
  • Ciao Gavio, come stai e come stai attraversando questo periodo particolare per tutti noi?

Ciao a tutti, tutto procede regolarmente, sto lavorando per ultimare la tesi e nelle pause suono un po’ la chitarra. Sono contento di aver vissuto questo periodo storico e di poterlo raccontare, sicuramente la cosa più difficile è stata abituarsi al cambiamento radicale della maggior parte delle mie abitudini. Devo ammettere che le passeggiate con il cane e la musica sono state e sono una salvezza.

  • Sei riuscito ad arrivare quasi in fondo ad AmaSanremo...che sensazioni hai avuto da quella esperienza?

Ho conosciuto tante persone, ho avuto la possibilità di confrontarmi con artisti fantastici e personalmente, per quello che era il livello artistico di questa manifestazione, sono contento di averne fatto parte, in fondo eravamo solo venti ad essere arrivati li. Le parole dei giudici non hanno fatto nient’altro che convincermi a non mollare, non porto nessuna rancore per come sono andate le cose anzi, ringrazio Amadesu per aver creduto in me.

  • La domanda “come stai?” ormai è diventata quasi banalità perchè raramente qualcuno si interessa a te. Sei di questo avviso anche tu?

Sono tempi strani, nella mia generazione è in atto una continua lotta per raggiungere uno standard di vita che probabilmente deriva da modi di pensare molto vecchi. Le persone stanno lavorando sempre di più su quello che mostrano che si percepisce una carenza d’interesse per la costruzione di un pensiero personale. Incontro tante persone che alla domanda “come stai?” non aspettano nemmeno una risposta, come se fosse diventato un saluto, per quanto possiamo esternare i nostri problemi la maggior parte delle volte le persone stanno sempre peggio di noi. Allora la questione è semplice: o le persone non mi ascoltano o forse non sono mai stato male…

  • Il 31 dicembre 2019 eri più felice. E’ stato un anno fortunato? E’ cosi che nasce la tua canzone “Buon 2020”…

Non ricordo quell’anno come un anno felice ma confrontando il 31 dicembre 2019 con il 31 dicembre 2020 devo dire che non era poi così male. “Buon 2020” è nata in un pomeriggio di aprile dopo una passeggiata, dopo aver ascoltato un’altra morale da parte di un qualunque opinionista popolare che puoi incontrare in un paese. Ero stufo di imbattermi in conversazioni del tipo “hai visto che tempo?, i soldi non bastano mai, eh il covid…” così sono tornato a casa ed ho iniziato ad elencare tutti quei luoghi comuni dove anche io cadevo. Il ritornello poi è una normale conversazione piena di bugie, piena di morale e di aspettative per cambiare il mondo. Però quel criminale era una brava persona.

  • Cosa ne pensi del decreto Zan? Credi sia giusto che venga approvato?

Il DDL Zan è un disegno di legge che non fa nient’altro che rivendicare i diritti sacrosanti non di una parte ma della stessa intera società, nonché dell’essere umano. Se si pensa che nel 2021 bisogna ancora vergognarsi per il proprio orientamento sessuale e per il proprio modo di essere e di viverlo in piena liberà significa che forse c’è un problema. Il fatto che in Europa la stragrande maggioranza dei paesi già  sono orientati in questo senso fa riflettere su quanta pochezza e arretratezza si basa una parte della classe politica italiana. Per me il DDL Zan è la base necessaria su cui costruire un paese sempre più civile per essere pienamente definito Stato di diritto.

  • Hai intenzione di organizzare dei live questa estate?

Magari! Mi piacerebbe tantissimo tornare a suonare dal vivo, suonare le mie canzoni e far (si spera) sorridere la gente. Con la mia etichetta lavoreremo sicuramente ad un tour per trovare palchi che possono ospitarmi ma per adesso non so ancora nulla.

  • Quali sono le ambizioni per il futuro?

Quello che sto realizzando era già nei miei progetti futuri sono felice di vivere di quello che ho sempre sognato fare, certo vivere è dire tanto però non voglio lamentarmi. Per il futuro mi piacerebbe essere nella testa di molte persone: per un ritornello, per una frase o anche per quello che sono.

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