Il Solito Dandy, il nuovo album "Turismo Sentimentale"

E’ uscito per Neverending Mina con distribuzione Artist First il nuovo album de Il Solito Dandy intitolato Turismo Sentimentale.

  1. Ciao, benvenuto su Brots! Come stai e come stai attraversando questa ripresa?


Ciao, io credo di stare bene, ogni tanto guardo le nuvole e mi dimentico di guardare a terra così, da quando il mio alluce sinistro ha incontrato un sanpietrino, ho capito che forse è anche bello guardare il pavimento. Per quanto riguarda la ripresa, in realtà, non me ne sono quasi neanche accorto è come se fosse tutta un’onda, tutto un flusso. Ma tu, come stai?


  1. Sono rimasto affascinato da subito dalla produzione di “Mastroianni”...come avete pensato di aprire il disco in questo modo così maestoso? 


Ho sempre un po’ vissuto la mia vita come fosse un film, probabilmente una di quelle commedie italiane del dopoguerra dove i protagonisti hanno pochi soldi, tanta voglia di ridere ed ad un certo punto si commuovono o almeno, ci fanno commuovere. A me piace immaginarmi tutto un po’ così, è anche un po’ il tema di “Turismo Sentimentale”, quindi, come nei film più belli, perché non regalare a questo disco una sigla d’apertura che pian piano sgretolandosi ci riporta alla realtà?


  1. Di cosa parla “Pozzanghere”? Noto che nella scrittura sono state usate un sacco d’immagini…per te scrivere è come usare una tavolozza di colori? 


Penso proprio di sì, ci ho messo un po’ a capirlo, poi mi sono reso conto che il mio approccio alla musica era lo stesso che avevo da bambino quando dipingevo assieme a mio nonno. È tutta una questione di colori e fantasia, ma soprattutto di scoperta, come quando capisci che mischiando il rosso e il giallo può nascere l’arancione, e che dalle piccole cose posso nascere situazioni straordinarie. “Pozzanghere” parla proprio di questo, della capacità di immaginarsi il mare anche in una pozza d’acqua sui marciapiedi di San Lorenzo. Tra l’altro tutti i miei pasticci ed esperimenti, anche quelli del discorso del cinema neorealista, li faccio sempre in compagnia del Maestro Guzzino, sì, proprio quello blu! Io disegno e lui colora. 


  1. “Real Time” è una canzone veramente orecchiabile ma anche intensa nella sua leggerezza. Quando è nata questa canzone?


Stavo per andare via da Torino e, nel ristorante cinese sotto casa di Silvia, avevano trovato da poco una blatta in un involtino primavera. Forse quell’animale aveva solo bisogno di verdura, tipo quando da bambino ti dicono “Mangia la verdura che fa bene!”, ecco, mi piace pensare che quello scarafaggio se la vivesse un po’ così. Ma “Real Time” non parla di questo, o almeno non direttamente. È una canzone che lascia l’estate sospesa in balia delle partenze e a volte dei non arrivi, è forse più una serenata per chi è sconsolato e resta a casa a cantare di fronte al ventilatore, mentre la città non si muove, se non fosse per qualche cane o ragazzetto di quartiere che manco s’immagina che Settembre stia già per arrivare.


  1. Hai intitolato una tua canzone “Thailandia”...cosa rappresenta per te questa nazione?


In realtà è più l’idea della Thailandia che la Thailandia in sé. Il titolo comunque arriva dopo una serie di riflessioni su quanto a volte ci piaccia molto più chiuderci in scatolette, manco fossimo sardine, rispetto a nuotare in un oceano sconfinato. 



  1. Quando hai percepito che questo disco era finalmente concluso?


Esattamente ora che me lo stai chiedendo. Tu pensa che per me è solo tutto iniziato. 


  1. Quando presenterai dal vivo questo lavoro? 


Più o meno in queste date:


3 Aprile @ Roma - Spaghetti Unplugged - Alcazar

22 Aprile @ Muro Lucano (pz) - La Bontà

23 Aprile @ Aiello del Sabato (av) - c.s. Madre Teresa 

6 Maggio @ Fucecchio (fi) - La Limonaia

13 Maggio @ Torino - Cinema Teatro Maffei

5 Giugno @ Impruneta (fi) - Casa del Popolo in Festa

13 Luglio @ Pomigliano d’Arco (na) - Lab. Folkloristico

14 Luglio @ Pagani (sa) - 50 Spirito Italiano

16 Luglio @ Andria (bat) - Officina San Domenico


E poi, chissà…

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Nicholas Tasin
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