ILCLASSICO: il nuovo singolo "Come viene"

ILCLASSICO: il nuovo singolo "Come viene"
  • Ciao ragazzi, benvenuti su Brots! Siamo in un periodo complicato, come influisce questo sulla vostra musica? Avete anche iniziato ad utilizzare nella terminologia delle canzoni che avete scritto anche parole legate a questo momento?

Ciao, grazie per l’attenzione. Ormai si è parlato tanto dell’anno trascorso. Chiaramente anche su di noi ha avuto ripercussioni a livello sociale e creativo, oltre che farci dimenticare il piacere di esibirsi live. Senza condivisione non c’è vita, senza vita non ci sono canzoni, o almeno noi partiamo sempre dalla vita reale per fare musica. Quindi in questo periodo abbiamo preferito soprattutto studiare e approfondire nuove cose, piuttosto che provare a scrivere qualcosa sul cliché pandemico. Qualcosa della serie... “Canti sui balconi, bacio con mascherina, maledetto coprifuoco, ecc...”. Detta per sdrammatizzarla un po’. Poi in realtà abbiamo tante nuove idee da farvi ascoltare, non vediamo l’ora...

  • Il vostro nuovo singolo mi ha davvero molto colpito sia per la produzione sia per il testo: sembra una papabile hit radiofonica. Come è nata questa canzone?

Ti ringraziamo molto. Sinceramente non siamo così ossessionati dalla ricerca della “hit radiofonica”, ci piace percorrere una nostra strada che si sta pian piano definendo, sia nel sound che nelle parole. Mettiamo nelle nostre canzoni tutto quello che ci appassiona, tutte le influenze che ci hanno segnato fin qua. COME VIENE in realtà racconta il rimpianto di non avercela fatta. Parla di una storia finita, quando nell’incapacità di dirsi addio ci si ritrova a chiamarsi “amici”... Ci si illude di poterlo essere. Ma è proprio questo il punto, buttarsi e non avere paura dei risvolti più imprevedibili che può assumere una storia.

La paura è un istinto primordiale e le emozioni primarie rispondono alla paura di fare qualcosa ed è ciò di cui parla il vostro nuovo singolo “Come viene”...come si convive con questo istinto? Alcune persone vivono con la paura ed addirittura per riuscire ad attraversarla devono andare in psicoterapia...

Questa canzone nasce proprio dall’incapacità di riuscire a viverla “così come viene”. Nasce per darci coraggio nell’affrontare gli eventi che ci travolgono, senza paura di precipitare. Per noi è una sorta di mantra. Non sappiamo ancora affrontare le cose con così tanta leggerezza, ma condividere queste paure in musica ci aiuta a trasformarle in emozioni forti.

  • Siete un duo e se non andaste d’accordo probabilmente avreste preso due strade differenti... come si riesce ad unire due teste senza farle sbattere?

L’affinità sta sicuramente nel condividere delle passioni, una visione, una direzione, ma anche a volte nel farle sbattere le teste l’una contro l’altra. Lo scontro fa parte del confronto, aiuta entrambi a trovare nuove soluzioni. Siamo due persone molto diverse nella vita, ma la musica ci fa perdere in una dimensione che va al di là del quotidiano.

  • Quanto vi manca in questo momento la possibilità di performare live?

Ovviamente il live è linfa vitale per qualsiasi musicista. Abbiamo una vena molto legata allo studio di registrazione, ma la consapevolezza di non poter poi salire su un palco e fare ascoltare le nostre idee ad un pubblico finisce per compromettere la magia della fase produttiva.

  • La collaborazione dei vostri sogni?

Visto che siamo in due, ti diamo due nomi... Sognando in grande! Cesare Cremonini e Caparezza.

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