Kleopatra Jasa - Finta melanconica

"Finta melanconica" è il nuovo brano di Kleopatra Jasa
  • Ciao Kleopatra e benvenuta su Brots! Come stai e come stai vivendo questa ripresa?

Ciao, grazie! Io sto molto bene, mi sento carica di energie, nonostante il cambio di stagione.

Sarà che sono finalmente pronta a condividere tutte le belle cose che ho fatto in questi mesi, e ce ne sono tante altre da fare nei prossimi.


  • L’ironia è sintomo d’intelligenza e con questa hai deciso di tessere il tuo singolo di ritorno dopo un’assenza prolungata. “Finta melanconica” mostra le sfaccettature del tuo malessere e come la perfidia della gente possa far male. Credi che questa canzone sia la tua ribellione pacifica?

Assolutamente sì. Per tanto tempo ho lasciato che le parole degli altri mi divorassero dall’interno, facendo sì che io mi tenessi tutto dentro e che sprofondassi sempre di più nel mio malessere. A un certo punto però ho deciso di prendermi cura delle mie ferite, e così ho pensato “ma sai che c’è? Ormai è talmente lontano tutto ciò – nello spazio e nel tempo – che vale la pena scherzarci su”. E così ho fatto. A ripensarci forse è proprio da quel momento che sono uscita dal mio bozzolo.


  • Mi hanno insegnato che la rabbia od il dolore possono essere utilizzati in due modi: per distruggere o per avere il fuoco dentro che ti spinge a realizzare. Quanto di questo fuoco in questo momento ti caratterizza?

Io sono una persona molto introversa, a tratti timida, e forse per questo motivo scrivere canzoni mi ha sempre affascinato. È per me un momento di analisi di tutte le cose che mi accadono o che mi sono accadute, ed è sempre stato terapeutico. Ogni volta che scrivo una nuova canzone, infatti, quasi mi vergogno a condividerla persino con il mio produttore, per quanto è personale. Adesso però mi sento di poter finalmente superare queste mie insicurezze e ardo dalla voglia di realizzare tutti i progetti che ho in serbo!


  • Siamo davvero troppo spesso abituati all’utilizzo dei social, tu per un lunghissimo periodo te ne sei distanziata: come è cambiata la tua percezione della vita facendo questa scelta?

Mi viene da dire che sono una persona nuova, ma in un certo senso forse non è così.

Ho semplicemente avuto modo di conoscermi meglio, più approfonditamente, e questa rinnovata consapevolezza si riflette sicuramente sul mio rapporto col mondo esterno, ma anche con la mia creatività.

Come dicevo prima sono di natura introversa, perciò essere circondata costantemente da persone, anche solo virtualmente con i social, è alla lunga estenuante per me. Ero arrivata ad un punto in cui la percezione di me stessa era completamente intorpidita. Poi oltre ad essermi allontanata dai social mi sono anche trasferita in campagna, dopo due anni a Roma. Tutti questi cambiamenti hanno fatto sì che io mi riscoprissi: ho passato un sacco di tempo da sola e ho capito tante cose di me, sia personali che artistiche e sono molto contenta di questa decisione. Adesso mi sento molto più matura e consapevole dei miei limiti e delle mie potenzialità.



  • La tua musica non è mai stata un prodotto pre-confezionato e ha sempre seguito una urgenza comunicativa importante, questo è il primo tassello per un lavoro finalmente completo: un EP. Cosa vuoi comunicare e da cosa invece preferisci prendere le distanze?

Hai scelto una parola azzeccatissima: urgenza. Scrivere canzoni per me è fondamentale per sviscerare i miei pensieri e i miei stati d’animo, e non c’è nulla di più bello di avere la possibilità di entrare in sintonia con le persone che mi ascoltano e che provano – o hanno provato – emozioni simili alle mie.

Ma oltre alle parole, centrali per me, c’è anche la ricerca sonora che faccio assieme al mio produttore, Federico Leonardo Giubilei. Lui riesce sempre a trovare il vestito ideale per ogni mia canzone, e non si accontenta finché non l’ha trovato. “Finta melanconica”, ad esempio, ha avuto 3 o 4 arrangiamenti completamente diversi tra loro.

Inoltre abbiamo gusti musicali molto variegati, ed è un aspetto che vogliamo traspaia dalle nostre canzoni. A tal proposito, se c’è una cosa da cui sicuramente mi sento di prendere le distanze è il mindset – purtroppo oggi molto diffuso tra gli artisti – di cercare la formuletta vincente, e, una volta trovata, la si copia e incolla fino allo sfinimento.

Noi, invece, vorremmo riuscire a sorprendere l’ascoltatore ogni volta, anche a costo di estranearlo. Se non c’è sperimentazione, se non c’è rischio, se non c’è libertà, l’arte muore.


  • Immagino che ora il desiderio sarà letteralmente abbracciare le persone con quello che sai fare meglio: la musica. Quanto desideri ritornare alla dimensione live?

Sì, assolutamente! Vorrei tantissimo ringraziare una ad una le persone che mi stanno supportando. Nonostante io sia sparita per tanto tempo ho avuto un’accoglienza inaspettatamente calorosa, e sono veramente grata di questo.

A dirla tutta, comunque, io di concerti ne ho fatti pochi, e mai nessuno di soli brani originali. Quindi portare il mio progetto su un palco sarà un po’ una prima volta per me.

Non vedo l’ora!


  • Quali sono gli artisti con cui ti piacerebbe collaborare rimanendo in un’ottica piuttosto realistica?

Onestamente, ora che ho inquadrato meglio la mia espressione artistica, non mi ci vedo a fare featuring. Non per spocchia, ma perché la musica per me è come un diario: personale, intima e un mezzo di profonda autoanalisi.

Detto ciò, due artisti italiani che mi piacciono molto sono Calcutta e Colapesce, e non nascondo che mi piacerebbe provare a scrivere qualcosa con loro un giorno.

Una cosa è certa però: se mai rilasciassi un brano con qualcun altro, sarebbe solo ed unicamente per scelta artistica, per dare un valore aggiunto reale e coerente al progetto.



  • Immagino che avendo provato a partecipare ad X Factor avrai un occhio più critico a riguardo: credi che attualmente ricerchino sempre più, invece che artisti, creatori di contenuti?

X Factor è un programma televisivo, e come tale punta su quello che può funzionare meglio in televisione. Anche se mi sembra che negli ultimi anni si stia aprendo maggiormente ad artisti che portano la loro personale visione, e questo è un bene.

In ogni caso è stata sicuramente un’esperienza formativa, mi ha aiutato a capire tante cose.


  • In questo momento quale è il messaggio che vorresti lasciare a chi ti leggerà? 

Di aspettarsi tanta altra musica nei prossimi mesi! ☺

(e tante altre storie instagram con i miei gatti, miao)

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Nicholas Tasin
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