Loomy racconta 'Loomyltà'

Loomy presenta il nuovo album, “Loomyltà”: “Un viaggio alla scoperta di emozioni, illusioni, promesse e dubbi”

  • Ciao Loomy e benvenuto su Brots! Come stai e come stai attraversando questo periodo così complesso per il mondo? 


Ciao! Sto bene grazie, sicuramente un po’ frastornato in questo periodo, penso come tutti, ma sto cercando di non pensarci, per quanto possibile.


  • Esce il tuo nuovo disco “Loomylta” per Clinica Dischi…come ti trovi con loro? 


Sono molto contento di aver lavorato con loro per il mio primo disco, è stato un bel percorso e sono soddisfatto sia uscito per La Clinica Dischi.


  • Il disco si apre con “Montagne russe” che parla di un rapporto di amore ed odio con la musica…credi che in ciò che ci piace davvero ci debba essere sempre questa contrapposizione?


Sì, credo debba esserci non solo nella musica, ma anche in tutti i rapporti. Se non c’è lo scontro secondo me non si riesce ad andare avanti e a migliorarsi.


  • La parola dipendenza è una parola che fa paura. Tu ci hai scritto una canzone…Ci vuoi raccontare questa canzone? (“Dipendenza”)


Sì, fa paura, ma anche la realtà fa paura. Penso che “dipendenza” sia una delle parole più vere che ci sia, comune a tutti perché credo che ognuno di noi abbia una dipendenza nella vita (da sostanze, da persone, da abitudini, da sensazioni). Per me rappresenta la verità e la libertà di non aver paura di dirlo. Il pezzo non è impegnato e tira fuori il mood festaiolo che c’è in me: rappresenta un periodo della mia vita, un mio lato che sembra quasi distaccarsi dal resto del disco.


  • La fragilità è dentro ognuno di noi e si deve prendersene cura. Siamo tutti un po’ Anna, come nella canzone del tuo disco, ma vuoi raccontarci meglio di questa ragazza?


Anna è una ragazza che non conosco, che vedevo sempre passare sotto il palazzo dove abitavo prima. La sentivo urlare di notte, era una ragazza molto problematica, che girava spesso di notte. È stata lei che mi ha ispirato per la canzone, che vuole essere un inno alla possibilità di uscire da queste situazioni qui. Ho scritto un brano insomma per una persona che non conosco ma che vedevo ogni giorno e lei non lo sa nemmeno.


  • In “Non piove mai” dai un significato molto profondo alla pioggia. Ci vuoi raccontare?


La pioggia è sempre stato un buon modo per ripulirsi, come una doccia per i sensi di colpa, così l’ho sempre vista. Ho sempre avuto un debole per lei, l’ho sempre messa davanti al sole. Quando tutto va come deve andare non lo sopporto, perché non c’è nulla che mi sprona, nessun imprevisto che sia in grado di farmi dare di più di quello che ho. Il brano nasce così. Se non piove mai, a me non piace quasi niente ed è quando piove che diventa tutta un’altra storia.


  • Porterai questo lavoro live quest’estate? 


Spero di poter suonare in più posti possibili. Intanto ci vediamo il 27 maggio a Savigliano (CN) sul palco dell’Atipico Festival, dove ci saranno anche Cmqmartina e Ditonellapiaga.

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Nicholas Tasin
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