Lowlow In prima persona.

Si intitola 'In prima persona' il nuovo album di Lowlow uscito a fine Luglio.
  • Ciao e benvenuto su Brots! Come stai e come stai attraversando questa ripresa?


Ciao ragazzi grazie per lo spazio! Nel mio caso nello specifico ho avuto la fortuna di poter lavorare anche in periodo di lockdown quindi non la vedo come una ripresa. Da quel momento con il mio team è iniziato un lavoro di apertura, sia verso la scena sia verso il pubblico, per raccontarmi nella maniera più sincera e spontanea. Sono stati lunghi mesi di costruzione e di lavoro fatto sotto la superficie e ora iniziamo a uscire dalle acque come gli alligatori. Questa è la similitudine più fedele che mi viene ahahaha


  • Il tuo nuovo disco “In prima persona” tira fuori per la prima volta te stesso senza filtri: quanto è complicato il riuscire a trovare realmente te stesso e soprattutto come hai capito di essere arrivato realmente al cuore di te avendo una visione il meno distorta possibile dalle tue convinzioni?


Stando meglio dal punto di vista umano quindi lavorativo. Questa maggiore stabilità mi permette di esplorare dentro di me in maniera più coraggiosa di prima. In questo disco mi confronto con pensieri e idee che non ho del tutto esorcizzato o superato, per quello parlo di coraggio: il coraggio di ammettere difetti, paure, fragilità. Non c’era spazio per questo prima, non ero abbastanza stabile da espormi in maniera così spontanea. Detto questo non credo di essere arrivato al “cuore di me”, semplicemente penso di essere sulla strada buona per crescere ma credo sia ancora lunga, siamo all inizio.


  • In Milano Roma hai avuto difficoltà nella scrittura perché un pezzo più complicato degli altri: come mai?


Sicuramente anche la scrittura e le successive modifiche alla seconda strofa di “In terza persona” sono state un gran lavoro, ma molto più vicino alla mia confort di zone di scrittura: l’oscurità. Ma “Milano-Roma” ha queste atmosfere eteree ed è uno story telling tutto basato sulla percezione di un momento quotidiano. Non è facile scrivere in modo etereo. Un'altra difficoltà è stata far convivere il racconto di questo non-incontro, le fantasie su una bella sconosciuta, con un altro aspetto che volevo assolutamente mostrarvi: la trasformazione di un paesaggio in movimento.


  • In “La meglio gioventù” hai potuto collaborare con J-Ax: vuoi raccontarci come è nata la collaborazione? 


È stato un sogno che si è realizzato, ho studiato alcune canzoni di Ax da piccolo: “Snob” e “Generazione 0” su tutte. Il brano è un racconto generazionale ed è pieno di omaggi e riferimenti alla sua generazione 0. Conoscevo J-Ax da prima, avevamo chiacchierato, ma ho sperato che accettasse perché era davvero il feat perfetto per questo brano. Ha fatto un ritornello ipnotico. Fuoriclasse.


  • In terza persona: è il brano più personale perchè? Ci vuoi raccontare meglio da dove nasce?


È nato con io che chiamo mio papà al telefono e gli chiedo: qual era quel racconto sulla depressione di Wallace che dicevi che era bellissimo ma un po’ terribile? Sono andato nella mia libreria di fiducia e ho comprato il libro che contiene il racconto (“Questa è l’acqua”). Il brano ce l'avevo già dentro, aspettava solo di essere scritto, ma leggere David (di cui adesso sono un adepto) mi ha aiutato a dare organicità alle parole e alle sensazioni, una dimensione umana. Non puoi fare finta di non vedere i capillari, le unghie, il bianco attorno alla bocca e le impurità della pelle se vuoi raccontare storie di esseri umani.


  • Coscienza sporca: come è stato collaborare con un produttore internazionale? Che approcci hanno rispetto a quelli italiani che possono sembrare più innovativi?


Anche qui un onore, inoltre è la prima volta che mi confronto con questo tipo di sonoritá elettroniche: è il mio disco più vario musicalmente. Mi sono trovato molto bene e credo che sia una chiave di lettura importante anche per il futuro, utile per proiettarmi in dimensioni più club, mantenendo intatta la riconoscibilità del mio stile. Ho incontrato tanti producer in questo journey iniziato sotto la superficie e posso dire che ognuno ha un approccio particolare e unico.


  • In Fino a che non ti odierò: parli di incompatibilità di carattere, ce ne vuoi raccontare? Alla fine però con grande rispetto parli anche molto bene della “lei” nel pezzo…


Hai colto il mio obiettivo con “Fino a che non ti odierò”. Ribaltare il plot della classica storia d’amore, da canzone rap fatta di accuse recriminatorie, tipo “Fuck u” di Eamon. Si può anche scegliere di non iniziare una storia perché vedi troppe affinità esplosive fra la tua follia e quella della ragazza che hai accanto e, dopo un distacco del genere, è normale soffrire. Fa male sì, a entrambi, ma questo non rovina la mia immagine di lei.


  • Piove sul duomo: è il primo brano che hai realizzato...ed è molto dark. Come hai creato un’atmosfera così cupa?


Si sente eh? Amo quel pezzo ma è interessante la contrapposizione con la scrittura di “In terza persona”, brano non allegro ma scritto qualche mese dopo. Mi colpisce vedere quanto l'approccio di qualche mese dopo sia molto più importanto a risolvere i problemi parlandone. “Piove sul Duomo” invece è una cupa e solitaria passeggiata a Milano in cui percepisci te stesso e tutto ciò che ti riguarda come fragile e destinato a distruggersi trasformandosi. Tutto questo in contrapposizione con l’immutabilità quasi sacrale del Duomo e con la pioggia che era più o meno la stessa ai tempi di Gesù Cristo o di Nabucodonosor.


  • Porterai questo disco live? Ci sono già delle date?


In un periodo come questo ci siamo molto concentrati sulla comunicazione mediante i social, essendo in promozione col disco, per rendere ancora più privato il rapporto con i fan. Stiamo partendo con un’attività molto interessante che mi porterà nelle loro case per fargli ascoltare l'album. Ma il palco manca. Presto arriverà la possibilità di parlare con la mia gente da dietro un microfono.


Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Suspendisse varius enim in eros elementum tristique. Duis cursus, mi quis viverra ornare, eros dolor interdum nulla, ut commodo diam libero vitae erat. Aenean faucibus nibh et justo cursus id rutrum lorem imperdiet. Nunc ut sem vitae risus tristique posuere.

instagram icon
back to all posts