Michael Sorriso presenta “L' Incendio”, il suo ultimo disco.

L'Incendio, il terzo disco di Michael Sorriso dopo L'Incertezza del 2016 e L'Incentivo del 2018.


NICHOLAS:

Buongiorno a tutti e benvenuti su Brots. Oggi sono in compagnia di Michael Sorriso che ci presenta il suo nuovo album “L’INCENDIO”. Come stai? E come stai vivendo questo momento bello intenso e felice per te?


MICHAEL:

Sto molto bene, in questo momento sto andando in tour con Willie Peyote ad aprirgli un po’ di concerti e ne ho aperto uno anche a Fabri Fibra, quindi diciamo che ho modo di portare la mia musica su dei palchi molto importanti. Sono molto felice di questo, mi sento appagato da questa prima uscita e quindi di poter fare dei concerti davanti a un bel pubblico.


NICHOLAS:

Il tuo disco si chiama “L’INCENDIO”, direi che è un titolo molto forte; cosa ti ha portato a scegliere questo titolo? Anche in un periodo come questo che si sta veramente “incendiando”.


MICHAEL:

Diciamo che il tema del surriscaldamento globale lo tratto in diversi modi nel disco. Ad esempio in “ALBERICO” che parlo degli alberi che stanno bruciando o di tutte quelle disfatte che stanno accadendo per colpa delle condizioni climatiche. Ma anche nella prima traccia “Molotov” possiamo vedere un rimando al tema, in questo caso si parla di un incendio doloso. Per il resto io ho fatto più di dieci anni di rap con lo pseudonimo di “Lince”; in passato feci il mio primo disco che si chiamava “L’INCERTEZZA”, poi venne “L’incentivo” e per ultimo avevo in mente di chiudere il trittico con appunto “L’INCENDIO”.


NICHOLAS:

Inoltre, questo disco è suonato molto bene e lo si capisce tanto da “TUTTI PAZZI”; ci vuoi spiegare un po’ come hai scelto i tuoi musicisti?


MICHAEL:

Diciamo che alcuni me li ha portati il caso, mi son trovato a che fare innanzitutto con degli amici. Ad esempio per “TUTTI PAZZI” l’idea nasce da Mattia Da La Pozza che è un sassofonista che ha partecipato a dei concerti di Jovanotti, poi la base è nata con l’aiuto di Dave Z. Altri me li ha presentati Willie e ad esempio è nata questa grande amicizia con Dany Bronzini, chitarrista e produttore fenomenale, che ha curato tutta la parte più musicale del disco. Diciamo che poi da cosa nasce cosa perché mi hanno permesso poi di lavorare con altri. Quindi questa rete di conoscenze tra musicisti mi ha proprio raggiunto e sono grato di aver instaurato tutti questi rapporti.

NICHOLAS:

“OPPA LOPPA” è un brano che nasce dall’ascolto di una musica tradizionale greca. Ti va di raccontarci un aneddoto riguardo questo ascolto? Perché ritengo sia una cosa molto interessante.


MICHAEL:

Sempre con Dave Z, eravamo a casa sua, stavamo facendo del “digging”, ossia quando cerchi e ascolti nuova musica. Eravamo lì ad ascoltare i nuovi vinili che aveva appena acquistato e ne abbiamo fatto partire uno che aveva una copertina molto tradizionale, con delle persone in un posto bucolico e delle scritte in cirillico. Una volta fatto partire abbiamo deciso di fare un sample dal flauto che si sente in uno dei pezzi, quindi lì per lì abbiamo proprio deciso di registrarlo, prenderlo e usarlo come beat rap. Quindi è stato folgorante vedere come andava bene, e ancor di più il fatto che fosse stato il primo vinile che tra tutti abbiamo fatto partire.


NICHOLAS:

“PENSAVI FOSSE FACILE” mostra quanto sia importante vedere i propri limiti e comunque essere consapevoli che su essi si può lavorare. Tu osservi molto i tuoi limiti e lavori a riguardo?


MICHAEL:

Sì tendo a voler essere un po’ un perfezionista, quindi se sbaglio qualcosa, come nei live, faccio fatica a dormire perché sono molto puntiglioso. Credo che l’impegno porta grandi risultati, quindi se vuoi riuscire in qualcosa basta mettercisi e migliorare il proprio livello, fare tutti gli sforzi possibili insomma.


NICHOLAS:

Com’è nata “PIANOFORTI”?


MICHAEL:

“PIANOFORTI” a livello autorale è una delle canzoni più vecchie, era un testo che era da un po’ che tenevo da parte, il ritornello invece nasce a posteriori. Un giorno Dani Bronzini mi ha fatto sentire una base che aveva abbozzato con la sua chitarra e lì ho capito che era perfetta per quel testo che avevo già da parte; quindi abbiamo fatto due aggiustamenti, abbiamo registrato una prova e bene o male era già una versione uguale a quella che è finita sul disco. Quindi è stato un lavoro lungo ma allo stesso tempo che è nato subito.


NICHOLAS:

Come mi hai parlato, stai lavorando in tour con Willie Peyote, com’è stata la relazione con il suo pubblico?



MICHAEL:

E’ stata una reazione molto positiva perché comunque io sono andato ad aprire il concerto di qualcuno, quindi davanti a me avevo il pubblico di qualcun’altro e che di conseguenza non volevo disturbare eccessivamente, perché giustamente quelle persone erano lì per vedere l’artista per il quale avevano pagato il biglietto. Diciamo che sono contento di essere riuscito a farli muovere e far ballare, è una bella emozione vedere la gente che balla su canzoni che non aveva mai ascoltato prima, quindi oltre alla soddisfazione personale c’è quella anche in termini musicali perché comunque sto registrando nuovi numeri in ascolti. Quindi è tutto molto bello e interessante.


NICHOLAS:

Io ti ringrazio per aver risposto alle mie domande, sei stato gentilissimo e ti auguro in forte in bocca al lupo per il tuo futuro.


MICHAEL:

Grazie Nicholas, grazie a voi! Ciao!


NICHOLAS:

Ciao!

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Nicholas Tasin
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