Michelangelo Vood: il nuovo singolo “Souvenir”

Carosello Records è lieta di annunciare l'ingresso nel roster del giovane cantautore Michelangelo Vood. “SOUVENIR”, il primo singolo.

INTERVISTA A MICHELANGELO VOOD

@michelangelovood


  • Ciao Michelangelo, come stai e come stai vivendo questo periodo importante per te? 


Ciao ragazzi, mi sento bene grazie. Sono molto carico. Quando si aspetta la propria occasione da tanto tempo, poi non ci si vuole più fermare.


  • E’ uscito il tuo nuovo singolo “Souvenir” che ha un che di poetico e nostalgico. Il souvenir ha sempre all’interno un pezzetto di te. Qual è il souvenir più bello che hai donato?


Bella domanda, non ci avevo ancora pensato. Uno specifico non saprei individuarlo, ma posso dirti che di recente ho rimesso piede a casa dei miei nonni dopo molti anni che questa era rimasta vuota. Vi ho trovato una marea di statuine bruttissime che da ragazzino gli portavo, quasi sempre di ritorno da viaggi o gite scolastiche. Ho perfino ritrovato una cartolina che gli inviai dall’Inghilterra durante una vacanza studio del 2007. Non ti nascondo che è stato molto emozionante, non credevo le avessero conservate con così tanta cura al punto da ritrovarle intatte dopo tutti questi anni. 


  • E quello che hai ricevuto?


Una penna gigante a forma di microfono dal Madame Tussauds di Londra. Trashissimo, ma incredibile


  • Come è nata questa canzone?


È nata in seguito a quello che ti raccontavo prima, una riflessione sul potere evocativo del souvenir. Mi affascinava molto l’idea che un oggetto così inutile nel corso del tempo assumesse tutt’altro valore, affettivo chiaramente. Un souvenir è come una “passaporta” - se sei fan di Harry Potter mi puoi capire - che ti conduce verso un momento incastonato nel tempo, intatto, nel quale puoi rivivere un determinato ricordo e respirare l’essenza più pura di quell’amore. I souvenir li portiamo solo a chi vogliamo realmente bene, no? 


  • Come avete lavorato alla produzione? 


Souvenir è stata prodotta da Giordano Colombo, un producer milanese che ha lavorato con tanti big della musica italiana degli ultimi anni. Ho avuto il piacere di conoscerlo negli scorsi mesi e pochi giorni dopo la nostra prima chiacchierata ci siamo ritrovati in studio ad ascoltare le mie demo. Oltre a Giordano, hanno lavorato a Souvenir anche Edwyn Roberts e Gabriele Lerna. Devo dire che riuscire a trovare subito una connessione con le persone che lavorano a una tua canzone non è mai scontato, in questo sono stato molto fortunato. Avevamo tutti sin da subito le idee chiare sul risultato che volevamo, un brano che avesse un tiro diverso dai miei pezzi precedenti, ma che non si discostasse troppo dal tono malinconico che caratterizza la mia musica. Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto, lavorando a contrasto tra strumentale e testo. Approfitto per ringraziare tutte le persone che hanno lavorato al brano, devo tanto a ognuna di loro.


  • Quali sono i progetti che, al momento, hai in cantiere?


Per certi versi mi reputo un artista alla vecchia maniera: la prima cosa sono i concerti. Ritengo si stia pian piano tornando a una visione della musica, specialmente del cantautorato, che rimette al centro la dimensione del concerto, accanto a quella digitale. Gli anni del covid avevano completamente rimosso questa percezione. Mi piacerebbe dunque avere modo di suonare in giro per l’Italia e portare la mia musica in più posti e a più gente possibile. A tal proposito in questi giorni sto lavorando al live del 23 settembre all’Arci Bellezza di Milano, non vedo l’ora di cantare dal vivo Souvenir.


  • Sta prendendo sempre più forma un nuovo modo di fare musica: gli NFT. Cosa ne pensi a riguardo?


È lampante che il progresso tecnologico ci permetterà sempre più di sperimentare strade nuove per coinvolgere il pubblico. La musica, a maggior ragione, credo abbia già di suo un potere attrattivo più potente rispetto al resto. Non mi meraviglia affatto, ecco, che si stiano scoprendo nuove potenzialità legate al dualismo arte-tecnologia. Personalmente mi reputo un osservatore interessato. Non ho ancora sperimentato nulla del genere in prima persona, ma resto con gli occhi aperti.



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Nicholas Tasin
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