“Projections on a human screen”, l'album d'esordio di HÅN

HÅN, artista emergente tra le più promettenti, è uscita con il suo primo disco ufficiale.

  • Buongiorno e benvenuta su Brots! Come stai e come stai attraversando questo periodo difficile del mondo?


Ciao! alterno momenti altissimi dove sono super entusiasta a momenti di vera e propria apatia. Quindi ti direi che dipende da che giorno me lo chiedi. Oggi piuttosto bene, cerco di non pensare troppo alle opzioni future e di concentrarmi su ciò che sto facendo ora. 


  • Questo album è nato prevalentemente in cameretta, come è la tua cameretta e perché è così ispiratrice?


 In questi due anni ho cambiato molte camere! E quest’album è nato attraverso tutte quante. Prima la camera dell’adolescenza, quella di casa dei miei, al lago di Garda, poi quella di Londra, che era abbastanza spoglia perché un po’ di passaggio, e infine quella dove abito attualmente, a Milano. In tutti questi casi la camera rappresenta un safe space per me. 


  • Il disco parte con Bycicle che ha una collaborazione interessante. Ce ne vuoi parlare? 


Il featuring che sentite è Owen, che ha anche prodotto il brano insieme a me. È stata la prima persona che ho conosciuto quando mi sono trasferita a Londra, ero molto spaesata ma al tempo stesso curiosa Di conoscere un posto che avevo sempre sognato di vivere. 


  • Leave me è un brano molto affascinante che gioca molto con il suono della voce. Come mai hai scelto di rendere la tua voce ancora più particolare in questo pezzo?


 Penso sia molto stimolante esplorare come può venire modificata la voce e mi diverte farlo. Poi a livello di significato quel pezzo lo percepivo un po’ come una predica, e quindi il modificare la voce stava un po’ a rappresentare quell “altro” che dialogava con me.


  • Continuando ad ascoltare noto una coerenza negli arrangiamenti importante…quanta cura c’è nel rendere minimale la produzione senza togliere senso al disco?


   Molta! Per me è importantissimo che la produzione, nonostante nella pratica non sia io a farla, venga comunque dalla mia testa e dalle mie idee. Così si crea coesione e identità per forza. Il lavoro di produzione è sempre fatto al mio fianco, così che le idee vengano tradotte poi nelle scelte di suoni.


  • Vuoi raccontarci di cosa parla Nose Bleeds?


Nose bleeds parla del preservare la propria salute mentale, in un contesto di distanza, dove si è lontani dalla persona che fornisce supporto emotivo.


  • Farai attività live quest’estate?


Ne usciranno altre, ma Per ora saremo a Brescia il 23 luglio, a Bergamo il 17 Agosto, e a Bari il 20 Agosto.

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Nicholas Tasin
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