Random Siamo di un altro pianeta

Siamo di un altro pianeta ed è fantastico essere diversi gli uni dagli altri e non cercare di omologarsi.


  • Ciao Random, benvenuto su Brots! Come stai e come stai attraversando questo periodo di ripresa?

Ciao a voi, grazie! Sto molto bene, sto cercando di vivere questo periodo nella maniera più normale possibile, senza pensare a quello che è successo a noi tutti e cercando di vivere ogni singolo momento di ripresa al 100%, sperando che i momenti più difficili non tornino più 


  • Sei giovanissimo e sei sbarcato sul palco di Sanremo con “Torno a te” e probabilmente hai visto uno dei tuoi sogni realizzarsi perché è come il mettere la firma sulla storia della musica italiana. Cosa vive un ragazzo come te quando scopre di essere selezionato tra i big?

È stato incredibile, ho urlato dalla felicità. Sono stato molto grato a Dio e al mio team, è stata una vera conquista arrivata dopo mesi e mesi di duro lavoro, ci speravamo tanto, quando è accaduto veramente nessuno ci credeva.


  • I tuoi numeri streaming sono impressionanti: cosa fa la differenza nel tuo lavoro per riuscire ad ottenere dei risultati così importanti?

Sicuramente la costanza e la perseveranza, prima di tutto. E poi saper cercare e trovare in se stessi quel qualcosa di riconoscibile e particolare che faccia sì che sin dalle prime note la gente dica: questo è un pezzo di Random.


  • E’ uscito il tuo nuovo singolo “Siamo di un altro pianeta” che parla del non ricordarsi chi siamo e del sentirsi abbastanza ed è un sentimento che nasce in noi già da adolescenti. Credi che la nostra generazione soffra di un po’ di “disistima”? 

Purtroppo sì. E gran parte della responsabilità è dei social media che ormai da qualche tempo impongono degli stereotipi molto ferrei, è un attimo non sentirsi abbastanza, credersi imperfetti. Quello che vorrei è che tutti ci rendessimo conto di quanto sia fantastico essere diversi gli uni dagli altri e non cerchino questo tipo di omologazione che può portare a un senso di frustrazione molto dannoso.


  • E’ uscito un po’ prima anche l’album “Nuvole”…ma cosa sono per te le nuvole? Io gli do la consistenza della leggerezza e dopo un periodo storico così complicato forse dovremo recuperarla…

Mi piace questa tua interpretazione! E hai ragione, la leggerezza andrebbe ricercata sempre, soprattutto dopo un periodo del genere. Invece le mie nuvole sono un po’ l’interpretazione degli ostacoli da superare: il sole in cielo c’è sempre, anche quando è nascosto dalle nuvole è là, come i nostri obbiettivi, che sono oltre quell’ostacolo ma ci stanno aspettando per essere raggiunti.


  • Quali sono, ora, le cose che a Random mancano come esperienze e che desidererebbe realizzare?

Sono tantissime le cose che vorrei fare ancora! La mia carriera è molto breve, anche se di cose belle ne ho fatte già tante. Sicuramente vorrei continuare a scrivere, per me e per altri artisti. Vorrei viaggiare nel mondo per avere modo di prendere più ispirazioni e ampliare la mia cultura musicale, conoscere nuovi generi, nuovi musicisti, aprirmi a nuove collaborazioni… e poi il mio grande sogno è suonare in uno stadio!


  • Ora si può tornare a sognare i live: quando saranno i tuoi prossimi impegni?

Ci sono delle date estive in arrivo e presto le renderò note, non vedo l’ora di tornare su un palcoscenico più di ogni altra cosa.

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