"La città di Lucio Dalla" di Roberta Giallo

Roberta Giallo con questo brano ha voluto omaggiare la città che anni fa le ha spalancato le porte e le ha reso possibile fare incontri che hanno influenzato il suo percorso artistico.

Ciao Roberta, come stai e come stai attraversando questo momento di grande tensione? Le notizie attuali sono allarmanti…

 

Nella mia “bolla” sto bene. È un periodo molto intenso e stimolante, per questo sono piena di gratitudine. Mi alzo e mi addormento ringraziando. Amo, sono amata, sto facendo bellissimi incontri e mi stanno capitando situazioni lavorative importanti e variegate, come piace a me…Quando però “esco da questa mia bolla incantata” e mi soffermo sul mondo fuori, allora soffro, mi sento impotente, paralizzata, incapace di decifrare “i perché, i come”.  Allora piango inconsolabile e un po’ smarrita il dolore del mondo, oppressa dall’orrore del flagello-guerra. Una guerra a cui per ora guardiamo ancora “protetti” da una relativa distanza, ma che c’è, divide, offende e si fa sentire. Solo la preghiera mi conforta, l’arte, le persone che amo, e una sorta di fede nella buona umanità. Quando “il mondo” si scorda l’amore, crolla tutto. Per questo, ciascuno, nel suo “prezioso-piccolo”, deve cercare ora più che mai di coltivare nobili sentimenti e buone azioni.

 

Lucio Dalla è una figura molto importante per te, tanto che è stato tuo mentore… ci vuoi raccontare che persona fosse? 

 

Lucio è il mio cherubino, un semi-dio che ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare. Dopo aver ascoltato alcuni miei provini piano e voce e letto la bozza di un romanzo al quale stavo lavorando, senza tirarsela e senza fare troppe storie, come fanno invece certi 1/2 divi/e dive… volle subito conoscermi. Mi invitò a cena in un’osteria (ricordo che entrambi indossavamo un maglione viola), e da lì partì il viaggio. Finì con l’accogliermi presto nella sua casa-reggia: nel suo studio, fra i suoi amici, nel suo mondo surreale…i invitava ad andare insieme al cinema o al teatro, probabilmente per capire meglio chi fossi, intercettare i sussulti un po’ timidi della mia anima, e aiutarmi a realizzare il mio grande sogno multiforme: un disco, un libro, uno spettacolo. Lucio era ed è una persona Straordinaria, perché per me c’è anche se non c’è più: genio tra i geni, una specie del mago di Oz. Mi manca molto. Mi voleva bene. Un bene che mi scalda e mi accompagna tuttora. Io naturalmente gliene volevo e gliene voglio, in una forma tanto concreta quanto impalpabile e mistica.

 

Hai scritto una canzone che lo ricorda: “La città di Lucio Dalla”... ce ne vuoi parlare? 

 

“La Città di Lucio Dalla” è la mia Ode-Pop dedicata a Lucio e a Bologna. Qui sono cresciuta, qui mi sono laureata, qui ho fatto gli incontri più belli, umanamente e artisticamente. Lucio e Bologna mi hanno cambiato la vita e offerto l’opportunità di sbocciare, di prendere coraggio, e diventare ancora più profondamente me stessa… gli devo moltissimo. Con questa canzone potrò dirgli eternamente GRAZIE.

 

Hai voluto ricordare Lucio, anche nelle sue sonorità caratteristiche? 

 

Non saprei. Lucio in qualche modo l’ho assorbito, come si assorbe tutto ciò che si ama, perciò, in generale credo che abiti nelle mie cellule e nella mia musica, e che il mio mondo preveda “la sua presenza e la sua influenza”, più o meno consapevolmente…Ho fatto una cosa sentita, ispirata, spontanea, partendo dall’istinto ma curando poi i dettagli, perché “la cura”, oltre all’istinto e il rispetto, è fondamentale.

 

Come avete lavorato alla produzione? 

 

Ho registrato piano e voce la canzone. E poi da lì ho detto al producer, Enrico Dolcetto, “ora stravolgiamo tutto”.Partiamo dal rifondare il ritmo, voglio che questa canzone sia in qualche modo calata nell’oggi, contemporanea, ma al tempo stesso libera dagli schemi prestabiliti dell’adesso. Voglio che faccia muovere un po’ le spalle, ma prima ancora eccitare il cuore. Voglio che sia essenziale: piano, synth, chitarra elettrica “suonata” per impreziosire, e le mani di Pietro Posani con le corde hanno fatto magie. Enrico, come sempre, è stato molto bravo ad armonizzare e calibrare il tutto, a gestire un complesso lavoro di “armonizzazione e incastro”. Poi abbiamo affidato a Gianluca Gadda il mix-mastering de pezzo, e il livello è cresciuto ancora. Volevo fosse Gianluca a lavorarci perché lui conosceva Lucio, ed è stato testimone di tanti esilaranti e poetici episodi vissuti insieme al mio maghetto del cuore. Ci siamo testimoni, testimoni di quegli anni d’oro, quando tutti insieme abbiamo lavorato ai miei progetti-pazzi, che Lucio benediva e seguiva, forse, proprio perché liberi e sperimentali, almeno quanto pazzi! Ad ogni modo, tornando a noi, mi piace molto quel che ne è uscito, posso dirmi soddisfatta di questa canzone, e stra-felice delle prime reazioni. Grazie a tutti!

 

Quest’estate sarà probabilmente il momento di ripresa per la musica italiana. Farai dell’attività live?

 

Devo dire, ringraziando il cielo, che la mia ripresa è “già iniziata”, ovviamente a passi cauti, ma è iniziata. Ho potuto lavorare anche questo inverno, febbraio è stato un mese intenso, e anche marzo lo sarà.  Non ho fatto in tempo a debuttare live a febbraio con il live del mio album, “Canzoni da Museo”, per catapultarmi in giuria a Musicultura, dove per il secondo anno consecutivo ho rivestito il ruolo di giurata per ben 10 serate… Il 4 marzo poi mi sono addirittura “sdoppiata” e ho raggiunto Bologna,  dove con Ernesto Assante, di fronte ad una sala gremita, abbiamo debuttato con lo spettacolo “Il mio incontro con Lucio Dalla”, che replicheremo a maggio, il 19, a Montecarlo. Il 18/19/20 marzo sarò a L’Aquila e poi a Roma accompagnata dall’Orchestra sinfonica Abruzzese diretta da Valentino Corvino, nello spettacolo di e con Federico Rampini, “All You Need is Love, L’Economia spiegata con i Beatles”, e con entrambi farò altre date in estate… con questi e altri progetti. Poi mi aspettano due set cinematografici; tornerò sul grande schermo con il nuovo film dei registi Marco Melluso e Diego Schiavo dedicato alla storia del Mei meeting delle etichette indipendenti, “I mei primi 25 anni”, e poi sul set di un altro film di “matrice storica”, ma meni recente, diciamo così, su cui non posso dire nulla… Che dire, stiamo e sto lavorando per cercare di raggiungere tanti luoghi, ma senza starvi a fare un elenco, vi invito a seguirmi sul web, lì aggiorno costantemente i miei canali con quel che c’è di nuovo e che viene di volta in volta confermato. Sono tempi difficili e incerti, si naviga a vista, ma finché la barca va, io la lascio andare…  

 

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Nicholas Tasin
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