I Senna hanno pubblicato un nuovo album "Tuttapposto"

A distanza di due anni dal disco d'esordio Sottomarini, i Senna ritornano con Tuttapposto, il loro nuovo progetto musicale.
  • Ciao ragazzi, come state e come state attraversando questo periodo di ritorno alla normalità?

Ciao! Qui tutto bene, grazie. Anche noi stiamo respirando con piacere la nuova ‘aria’, però ci sentiamo ancora in quella fase di mezzo, in cui vorresti fare tutte le cose che facevi prima ma un pochino ti rimane il timore. In fondo non è così semplice superare due anni di vita così intensi. Comunque per noi il vero ritorno alla ‘normalità’ significherà soprattutto tornare stabilmente sui palchi. Non vediamo l’ora.


  • Siete usciti con un disco che racchiude due anni che si chiama “Tuttapposto”...come vi sentite a riguardo? E’ una bella soddisfazione…

Sicuramente guardarsi indietro e trovare la forza di dirsi che è ‘tuttapposto’ è un bel traguardo. Soprattutto perché, come dicevamo prima, è chiaro che ci vorrà tempo perché ritorni una certa ‘normalità’. Però, allo stesso tempo, questo è anche un modo di scrollarsi di dosso la fatica, di prendersi un po’ meno sul serio e vivere in modo più leggero e rilassato. Ce n’è un gran bisogno.


  • La dolcezza di “Stalattiti” mi ricorda molto la colonna sonora dei video delle scalate sulle montagne…vi ritrovate in questa immagine? 

Molto bella! In effetti, quando è uscita, ‘stalattiti’ è stata inserita in una playlist editoriale su Amazon Music chiamata ‘Relax & Serenità’. All’inizio questa cosa ci ha sorpreso, ma effettivamente ci sta, visto anche un certo tipo di musica che ci piace ascoltare e che può rientrare in questi canoni (tipo ambient o classica contemporanea). Non siamo una band ‘montanara’, nel senso che abitiamo al mare e che la maggior parte delle immagini che utilizziamo nelle canzoni sono immagini marine; però anche questo è il bello, nel senso che poi le immagini che si creano mentre si ascolta un brano possono essere anche molto distanti dai loro luoghi di origine.


  • Di cosa parla la canzone?

Della sensazione di solitudine che ci porta a farci mille film, per salvarci - ma allo stesso tempo sono un’arma a doppio taglio, perché i pensieri incombono su di noi come stalattiti che possono rompersi e cadere in qualsiasi momento. È nata, come tutte quelle che fanno parte dell’album, negli ultimi due anni; e, in questo periodo, di tempo per farci i film mentali purtroppo ne abbiamo avuto molto…


  • In “Letto” parlate del fatto che “non è facile scrivere le parole sulla lingua” e rappresenta talvolta anche un problema. Come si arriva al trovare le parole giuste al momento giusto? 

Forse una sola risposta corretta non esiste. Arrivarci è molto difficile, però tendenzialmente dev’essere una cosa naturale. Le parole giuste sono quelle che spesso arrivano senza che ce ne rendiamo conto, che ci costano meno fatica e che riguardandole magari non ci sembrano neanche chissà che, ma che in qualche modo provocano qualcosa di forte nella persona che ascolta e creano un legame. I legami più forti sono proprio quelli più organici, che nascono senza forzature.


  • Mi immagino in macchina, con la pioggia che cade sui finestrini mentre parte “Roulette russa”...la frase “voglio volare lontano dal mio baricentro” è molto forte. Ce la volete raccontare? 

Questa canzone racconta la voglia di mettersi in gioco, di superare i propri limiti. Non pensiamo che sia possibile farlo senza uscire dalla propria comfort zone, perciò una frase del genere può indicare proprio questo: più ci allontaniamo dal nostro baricentro più cose riusciamo a vedere. Poi se vogliamo possiamo anche ritornare al punto di partenza, ma lo comprenderemo sicuramente meglio. Chiaramente, c’è una certa dose di pigrizia che spesso ci impedisce di iniziare questi percorsi: alcuni dei limiti più ardui da superare sono anche quelli che ci mettiamo noi stessi.


  • Pensate di suonare live molto presto? 

Stiamo preparando il giro di date estive e sarà una grande festa. I concerti arriveranno molto presto e saranno esplosivi, perciò speriamo di incontrarci lì!

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Nicholas Tasin
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