"Testa O Croce", l'EP di debutto dei Kemama

Del disco, contenente 6 tracce, scritto e prodotto dai Kemama è da poco uscito il video di "Poveri Demoni"

Ciao e benvenuti su Brots! Come state e con che ATTITUDINE affrontate, come la title track, questo graduale ritorno alla normalità?


Ciao e grazie mille! 

La stiamo vivendo bene, un po' disorientati com’è normale che sia, ma molto carichi ed esatto, è fondamentale attraversare questo periodo con la giusta "Attitude", che ci può aiutare a fare la differenza. 

Abbiamo bisogno di nuovi sogni e punti di appoggio, possiamo arrivarci solo partendo davvero da noi stesse e noi stessi. 


Avete scelto per il vostro EP un titolo singolare: testa o croce...volete raccontarcene il motivo?


In realtà, il giorno prima di renderlo definitivo, abbiamo scoperto che questo titolo era già stato usato da una band italiana, ma si tratta di un mondo musicale totalmente opposto al nostro, abbiamo pensato che se si può dire qualcosa in modi diversi “ripetuta iuvant”. 

Testa o Croce è un emblema del nostro periodo storico, periodo in cui siamo stati fermati senza possibilità di scelta è molto spesso per non arenarsi è necessario buttarsi, “lanciare una monetina” per cogliere la metafora. 

La nostra “testa o croce” è stata buttarci in un’ esperienza non solo musicale, ma anche di vita, consci che le nostre anime ne sarebbero uscite più ricche. 


In “Poveri demoni” si parla di dolore, di buio...come si combatte con i demoni interiori che riaffiorano nei momenti più casuali possibili…


I Demoni interiori si combattono affrontandoli "face to face", evitando il mero buonismo e i sorrisi forzati. Non c'è un metodo, o perlomeno non lo abbiamo noi, ma questo è il modo in cui cerchiamo di combatterli: trasformare quella lotta in una danza a corpo libero.


“Si può dire no in mille modi” è il concetto che viene affrontato in “Codice rosso”...secondo voi come si può dire no in modo intelligente ma definitivo? Perchè esistono anche le persone che non accettano i “NO” come risposta.


Il "No" di Codice Rosso è un invito forte e sentito verso chi viene sopraffatto contro la sua volontà da violenze fisiche e psicologiche, proprio perché molte volte i “no” non vengono accettati, rendendo ogni cosa del tutto opprimente e negativa. 

Il NO è un diritto di chiunque, non va giudicato o manipolato come spesso accade, ma sostenuto. 

“Dire no” in modo intelligente non crediamo sia possibile, per carenze culturali e false credenze ancora troppo radicate che definiscono l’uomo e la donna nella società. 

Noi con Codice Rosso abbiamo solo voluto ricordare quel diritto, oltre a quello di fare giustizia - laddove si sia subito un torto - e di denunciare. 

Piuttosto, si potrebbe trovare una soluzione intelligente per dare valore ad un diritto incontestabile, quello del NO, ovvero che chiunque non rispetti quel diritto PAGHI VERAMENTE. 

È nell’indole dell’essere umano darsi dei limiti solo quando conosce la conseguenza delle proprie azioni. 

METTIAMO QUESTI LIMITI, non solo sulla carta. 


In “Basta”si ricorda che tra il bianco ed il nero esistono un sacco di sfumature...Perchè alcune persone arrivano a non vederle più?


In Basta si ricordano le sfumature di cui spesso ci dimentichiamo, vero - e grazie per averlo colto - , ma si mette anche in luce il dilemma delle strutture con cui ognuno di noi appesantisce la propria vita. Se ci ricordassimo più spesso che “siamo nati nudi”, non avremmo bisogno delle tante censure con cui crescendo ci complichiamo la vita. Basterebbe pensare alla vita come ad un cerchio, ad un gioco in cui mettere tutto di noi stessi, ma la velocità del presente, il peso del passato e la paura del futuro troppo spesso ci frenano. 

Le sfumature sono un privilegio di cui solo chi fa un grosso lavoro su se stesso può godere. 


In “20 anni dopo esplorate un concetto molto importante ovvero lo sminuire difficoltà che si possono avere avuto nell’infanzia o adolescenza. Anzi, alle volte quelle difficoltà vengono riportate dalle persone anche in tarda età...Cosa ne pensate?


Pensiamo che il racconto de Il Piccolo Principe non abbia sbagliato nemmeno un colpo, in quanto a lezioni basiche della vita. 

Da quando abbiamo superato i 30, ci siamo resi conto che quello che resta non è solo nella nostra testa, ma anche nel nostro corpo. 

Si può scegliere di dimenticare col cervello, ma la memoria del corpo non lascia spazio alle scappatoie. 

Molto spesso sono questi “vuoti irrisolti” a non permettere a qualcuno di vivere veramente, anche in età matura. 

È proprio quando si è adulti che si rimugina sulle fotografie di quando si è adolescenti, periodo dove ogni cosa si stampa in maniera netta. 

Avere coscienza e soprattutto far "pace" con la propria "innocenza” può essere duro, ma è un passaggio obbligato per ristabilire l’equilibrio e per essere positivi con noi stessi e con chi ci è vicino. 

Ogni tempo vive della propria bellezza e delle altrettante difficoltà.

Dovremmo avere più rispetto per il tempo. 


Avete in programma concerti dal vivo?


Abbiamo una voglia matta di suonare, ovviamente essendo nati da poco (come trio col nome Kemama, sebbene già pieni di esperienze passate) abbiamo solo un piccolo set live che stiamo provando a portare in giro, sia in versione elettrica che acustica.

Saremo ospiti di Radio Rock per la festa del primo Luglio ed abbiamo alcune proposte che stiamo valutando, seguiteci sui nostri canali e sarete sempre aggiornati su tutto.

La musica live ha bisogno di gente che abbia voglia di supportarla.

E noi come tutti sappiamo poche cose, ma una di queste è che il palco è casa nostra. 

State con noi, non vediamo l’ora di conoscervi, DAL VIVO.

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